venerdì 3 giugno 2011

Tra Beppe Signori e l'italica ipocrisia

Di nuovo un vecchio ospite, e niente racconti, stavolta. Ma mi pare valga la pena di leggere.

C’è una strana ipocrisia di ritorno in Italia.
Viviamo tutti in questo paese, e siamo abituati ad una classe politica disastrosa. Talmente disastrosa da giustificare per molti versi perfino gli sfondoni e le cadute continue di Berlusconi, pensando alcuni/la maggioranza, almeno fino ad oggi, che in fondo gli altri possano essere anche peggio di lui, e quindi meglio lui. E pensando tutti noi, anche quelli che lo idolatrano, che sia un figlio di buona madre, abituato a sguazzare nel fango. 

Viviamo tutti in questo paese, e siamo dentro a un sistema marcio, dove la raccomandazione è la normalità, a volte anche solo per pareggiare quella degli altri. 
Viviamo tutti in questo paese, e siamo abituati a servizi largamente sotto gli standard minimi di un paese civile, frutto di italica voglia di non fare niente e disorganizzazione generale e generalizzata. Della sanità meglio non parlare, la giustizia è ormai alla deflagrazione, passiamo ore nel traffico, l’economia è allo sbando: vogliamo continuare? Meglio di no. Questo il contesto generale del Paese, anche per chi voglia essere più ottimista di me non certo il migliore dei mondi possibili, a meno di non paragonarci con quelli del Terzo Mondo (dove finiamo per diverse classifiche, comunque). 
In tutto questo disastro conclamato, ci si mette anche il calcio. Dove ogni tifoso che Iddio manda in terra, e che sia dentro al meccanismo un minimo, in cuor suo sa che in un mondo dominato dall’interesse, il calcio non può essere pulito, ci sono troppi giochi dietro, troppe cose in ballo. Da qui la dietrologia degli arbitraggi, dei poteri forti, e di mille altre cose. 
Però… però... però…
Ogni volta che c’è un calcio scommesse, o almeno un’ipotesi di calcio scommesse, riparte il disco: vergogna!, come se il paese non aspettasse altro per farsi bello. 
Un Paese dove il Presidente del Consiglio è accusato di nefandezze di ogni genere, e che tranquillamente è al suo posto a governare; un Paese che, se legge di Beppe Signori finito dentro a un’intercettazione, si fa improvvisamente moralista. Comincia a mettere i puntini sulle i, a dire che i calciatori sono una razza schifosa, degni di essere tutti presi a calci in culo. Il che sarà anche giusto, non discuto, per mille versi, primo fra tutti quell’innocenza infranta nel vedere i nostri idoli di un tempo finire male. Ma il garantismo  che questo paese mostra da un lato per certe cose, l’oblio che mostra per altre, quando si ha a che fare con il calcio diventa gogna mediatica immediata. 
Senza mezzi termini e mezze misure: tutti a spalare nelle miniere di carbone. 
Dimenticando nefandezze di ogni genere, puntando l’indice su un portiere di C1 che si vende una partita perché finito in un giro di scommesse, e forse di minacce. E francamente questo, da un Paese dove, dietro ogni singolo appalto anche per cifre basse o un’assunzione per concorso pubblico per posti anche infimi (di quelli universitari nemmeno stiamo a discutere, sono tutti tarocchi per consuetudine, il che ha determinato la fuga di molti cervelli), c’è un sospetto più o meno forte, non credo proprio che possiamo permettercelo. 
Non so se Beppe Signori, cui va la mia inutile solidarietà di tifoso laziale ma anche di amante del calcio e dei suoi gol in assoluto, sia colpevole o innocente. Al momento, nemmeno mi interessa più di tanto: se ha sbagliato pagherà, forse, come milioni di persone in questo paese non hanno mai fatto. 
Prima di metterlo in una cella e buttare la chiave, comunque, aspetterei. Anche perché quella cella, una volta aperta, se andiamo per gravità dei reati penso che si debba riempire ben prima dell’ingresso di Beppe Signori. 
Ma non è, mi chiedo, che ci vogliono distrarre dalle cose importanti, dando in pasto delinquenti di basso stampo all’opinione pubblica per dare uno sfogo a milioni di tifosi ? Meditate, gente, meditate.             

3 commenti:

  1. Non dimentichiamo che anche nel caso del calcio sono stati i giudici a rifare la storia, falsando i valori in campo per riscrivere risultati a loro non graditi.

    Il Milan che secondo lorsignori giudici comprava le partite ha poi vinto lo stesso anno la coppa dei campioni. Immagino abbia comprato anche quelle partite li'.

    L'inter dai passaporti falsi invece non e' stata toccata. Primo Greganti e Partito comunista ci dicono qualcosa?

    Detto questo: bel post. La conclusione per me da tempo e' che Berlusconi NON e' il male. Berlusconi e' un italiano come la maggior parte. Corrotti nell'animo, pronti tutti a rubare, dal primo all'ultimo.

    Provo molto schifo per un paese che ho sempre poco sentito come mio, e che spero faccia la fine del Belgio.

    Toscana libera!

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  2. Posso essere d'accordo 8al di là del fatto che di calcio ne mastico così poco che potrebbero farmi credere tutto e il contrario di tutto).
    detto questo: Berlusconi non è il male, ne è solo il simbolo, e mille altri sono come lui.
    Ma visto che io non posso andarmene come hai fatto tu (e forse non voglio nemmeno andarmene) e comunque la vedo dura spostare trenta milioni di italiani (gli altri li lasciamo qui), che si fa?

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  3. Devo dire di essere rimasto male. Davvero. Credo di essermi affezionato a pochi calciatori da quando ho coscienza. Non credo di essere uno che segue granché il calcio, e nemmeno di averlo mai fatto, ma persone come Signori ti restano dentro. Forse perché calciava i rigori da fermo, o è stato bistrattato dalla nazionale, forse perché ce l'avevo al fantacalcio alle medie, o chissà per quale altra ragione, ma insomma, a leggere il suo nome in questi giorni sulle pagine dei giornali mi ha ucciso un po' dentro. Non puoi che avere la mia solidarietà alla calma. Non credo si mettano ad arrestare a destra e a manca, probabilmente c'avranno le loro ragioni, ma prima di un coro di "crocifiggilo, crocifiggilo" aspetterei un po', suvvia.

    Temo tu abbia ragione anche sull'impoverimento. Giacché anziché elogiare i bravi, si fa di tutto per scacciarli (il talento fa paura allo svogliato, chi non si adatta al sistema ne viene espulso). Non stiamo male, alla fine credo che molti in questo ponte si siano concessi il lusso di una vacanza (per la cronaca, io accendo il PC ora dopo 4 giorni ininterrotti di lavoro). E' che, accidentazzo, se fossimo un briciolo più furbi e più organizzati la faremmo in barba a tutti. E invece siamo dei pelandroni, purtroppo.

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