Mi sono accorta ora che lo avevo già pubblicato più di un anno fa. E pazienza.
“Te se’ ‘na stèla” me lo ha sempre detto la nonna Maria perché ero la nipotina preferita.
“Te se’ ‘na stèla” me lo ha sempre detto la nonna Maria perché ero la nipotina preferita.
“Un
angiul del paradis” lo diceva la nonna Piera, che ha i baffetti e quando
mi sbaciucchia punge, ma insomma, è la mia nonna anche lei.
Beh, ecco,
quando ti ripetono che sei una stella o un angelo del paradiso, e
nessuno, ma proprio nessuno, si sogna mai di dirti che sono tutte
storie, ecco, alla fine ci credi. Io, giustappunto, ci credevo. Così
tanto che non ho mai avuto dubbi su che cosa ero: una persona moooolto
speciale.
Poi,
naturalmente, sono andata all’asilo. Avevo tre anni (appena compiuti), e
il grembiulino rosa con il fiocco, e il cestino di Winnie Pooh. La
mamma odia Pooh, da tanto è stupido, e anche a me, ora che vado alle
elementari, non piace più molto, ma allora sì, mi piaceva tanto. e con la scusa di Winnie Pooh sono andata. Arrivo lì e arriva suor
Luigina.






